Biography

Il mio percorso diciamo accademico inizia allo IED di Torino con indirizzo proprio in fotografia; qui inizio a prendere dimestichezza con il mezzo fotografico ed è con il progetto di tesi (giugno 2009) che prendo maggiore consapevolezza di che cosa desidero estrapolare e raccontare attraverso le immagini, il luogo del progetto è il Carcere Minorile Ferrante Aporti di Torino. Qui prendo coscienza della forte propensione e del marcato interesse nel voler approfondire e raccontare, attraverso la fotografia, quelle realtà sociali taciute, seppur vive nella coscienza e conoscenza comune.

 

Settembre 2011

 

Iniziò tutto in un freddo e piovoso giorno di Novembre, quando conobbi Donna Ferrato durante il suo Workshop a Lucca, in Italia. Nel corso di quei due giorni, ci illustrò e ci spiegò i suoi lavori; una passione ed un coinvolgimento così profondo nella propria professione non lo avevo mai visto e conosciuto.

Rimasi colpita da Donna e dall’argomento da lei maggiormente trattato: la Violenza Domestica Femminile, una realtà purtroppo costante ma che in pochi conosciamo profondamente.

Da questa veloce ma intensa esperienza, decisi che sarebbe stato per me importante e unico partecipare al Workshop svolto da Donna in Luglio, sulla Violenza Domestica.

Quindi volai a New York.

Abbiamo avuto l’opportunità di vivere a stretto contatto con le donne che, a causa di violenze, vivono all’interno di un rifugio.

In genere, lavorando su autoritratti o ritratti introspettivi sono abituata a non soffermarmi alla superficie delle situazioni. E così sono riuscita a cogliere il lato più nascosto e profondo delle donne; ovviamente dopo aver avuto la possibilità di conoscerle meglio, parlando con loro e vivendo a stretto contatto.

Dopo il reportage sulla Violenza Domestica Femminile realizzato a New York, ho realmente capito quanto sia fondamentale ed importante per me approfondire e cercare di comprendere a fondo le sofferenze altrui.

Ho avuto la fortuna e l’opportunità di lavorare al fianco di una grande fotografa, ma soprattutto di una grande donna. Ha saputo trasmettermi la grinta e l’energia per continuare a combattere e portare avanti quello in cui credo.

Sarò grata a Donna e a quelle donne per sempre.

Conoscendo le loro storie ho imparato a conoscere meglio la mia, le mie debolezze, le mie forze. Ho utilizzato il ritratto ambientato per dare voce al loro mondo e alle molteplici sfaccettature delle loro vite.

 

Da qui, ha inizio il lavoro di ricerca che mi ha condotto allo sviluppo del progetto “Rift” esposto all’interno della galleria d’arte De Chirico di Torino nel 2013, dedicato appunto alla presa di coscienza e libertà della donna.

E' stata per me significativa la presenza al format Very Artist People, Sky Arte HD nel luglio del 2015.

Dal 2012 al 2016 parte del progetto “La bellezza delle anime silenziose” sarà puntualmente presente in musei e centri culturali portoricani in esposizioni collettive dedicate alla figura della donna.

 

Nell'ultimo progetto citato sono andata a ritroso nel tempo, attraverso i racconti delle mie nonne ho dato di nuovo vita a situazioni ed aneddoti che hanno fatto parte delle donne della mia genealogia. Utilizzando il mio corpo ho fatto rivivere un tempo già vissuto.

La mia intenzione, consapevole del peso del nostro passato, è stata quella di rivivere ed interpretare le loro storie per dare anche luce a segreti che, portati alla conoscenza, creeranno un senso di leggerezza e risoluzione al mio cammino. Riesco ad acquisire così un bagaglio di conoscenze e valori, che mi inducono ad affrontare anche i miei conflitti attraverso le loro esperienze.

 

Tra Gennaio e Febbraio 2016 decido di spostarmi per un mese in Nicaragua accompagnando La Ragnatela della Solidarietà Onlus, l’associazione ha sede a Torino e opera principalmente nelle zone più disagiate di Managua, la capitale dello Stato sudamericano. Il mio intento era quello di conoscere una nuova cultura e poter dare con i mezzi che mi appartengono il mio contributo. Durante la permanenza nicaraguense decido di trascorrere una settimana nella residenza la Escuelita Nicaragua che si trova in un piccolo paese non troppo distante dalla capitale; un luogo immerso in una meravigliosa foresta studiato per mettere in connessione gli artisti o anche per far si che si trovi la giusta dimensione per lavorare ai propri progetti.

 

E' la magia delle storie che mi dà lo stimolo per utilizzare questo meraviglioso mezzo di espressione, creazione e comunicazione... uno strumento affascinante che, oltre a darti la possibilità di documentare la realtà che ti circonda, ti dà la facoltà di dare forma a tutto ciò che non è tangibile e palpabile.

 

 

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